Quando la testa scoppia: i rimedi per chi soffre di emicrania e cefalea

Ce ne sono di 223 tipi, alcune forme prediligono gli uomini, altre le donne. I medici si sono sbizzarriti a trovare anche nomi curiosi per descriverle. Ad esempio a rombo di tuono, da attività sessuale, ipnica, da tosse, da hot-dog o dinamite. È il mal di testa. Le statistiche sono da capogiro. Secondo l'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) è la malattia più diffusa nel mondo e in Italia a soffrirne sono oltre 15 milioni di persone. Quindi è un disturbo comune con un grande impatto sulla salute pubblica, ma parlare di mal di testa non è facile perché significa entrare in un universo molto variegato. Ad esempio quali cefalee sono le più comuni? Cosa accade nel cervello durante un attacco di emicrania? Come curare il mal di testa e - soprattutto -come prevenirlo?

«Quando la testa scoppia – spiega Piero Barbanti, primario neurologo all'Istituto scientifico San Raffaele Pisana di Roma – bisogna prima di tutto fare una distinzione tra cefalee “secondarie”, dove si attiva un meccanismo di difesa utile a segnalare qualcosa che non va, rappresentando un sintomo di altre malattie e le cefalee “primarie”, che sono le più frequenti e comprendono l'emicrania, la cefalea di tipo tensivo e la cefalea a grappolo. In questo tipo di cefalee si realizza un vero e proprio eccesso di legittima difesa: ossia suona un allarme in assenza di una causa valida».
Le tipologie
Può venirci a trovare ogni mese, comparire a fine giornata, quando si è più stanchi e stressati o nel week- end quando si dorme troppo. A ciascuno il suo mal di testa: «L'emicrania, senza aura, è facilmente riconoscibile: si tratta di una cefalea il più delle volte a carattere familiare, unilaterale, moderata o severa, pulsante, che non risponde ai normali analgesici, unita a fastidio per luci e suoni, nausea, vomito. Peggiora con il movimento e può costringere il soggetto all'immobilità al silenzio e al buio. Quando però questi stessi sintomi sono preceduti da disturbi neurologici particolari quali l'offuscamento del campo visivo, formicolio a mano e incapacità a esprimersi verbalmente (il tutto con una durata tra i 5 ed i 60 minuti), si parla invece di emicrania con aura. La cefalea di tipo tensivo è la forma più frequente di mal di testa - prosegue il professor Barbanti -. Non è mai severa, non si associa in genere ad altri sintomi, viene avvertita come un cerchio o un peso alla testa. Il soggetto non ricorre in genere agli analgesici. È frutto dello stress psicologico o fisico e può esistere in forma episodica e in forma cronica. Spesso i muscoli del collo e delle spalle sono contratti e dolenti. E infine la cefalea a grappolo, una cefalea tipicamente maschile caratterizzata da dolore così straziante da essere considerata comparabile a quello da parto. Si localizza unilateralmente nella regione perioculare, l'intensità del dolore è atroce e si associano lacrimazione ed arrossamento dell'occhio, edema della palpebra, arrossamento oculare, congestione della narice e assoluta incapacità a stare fermo (e ciò la distingue nettamente dell'emicrania). Gli attacchi durano da 10 a 180 minuti e possono comparire da 1 volta ogni 2 giorni a 8 volte al giorno. La cefalea a grappolo ha un andamento paragonabile alle eruzioni vulcaniche, passando da periodi talora anche di anni senza il benchè minimo attacco, a periodi con attacchi pluriquotidiani».

I rimedi e la prevenzione
Cosa fare per spegnere il dolore e non sbattere la testa contro il muro? «Esistono da oltre 20 anni farmaci specifici per spegnere il dolore dell'emicrania e della cefalea a grappolo. Si tratta dei cosiddetti triptani, sostanze in grado di interrompere la trasmissione del dolore lungo la via trigeminale e di restringere i vasi cerebrali dilatati».
Ma l'attacco emicranico si può anche prevenire. Quindi è bene far entrare in testa alcune regole di base che da sole possono fornire buoni risultati come «saper gestire lo stress, regolarizzare il sonno, evitare il digiuno, contenersi con alcoolici e caffè. Nello specifico per la cefalea di tipo tensivo sono certamente indicate le tecniche di rilassamento, mentre nella cefalea a grappolo il consiglio è solo farmacologico».

Negli ultimi anni poi sono comparsi diversi studi clinici di buona qualità che hanno suggerito come anche la natura ci aiuti a non perdere la testa. «Il magnesio, la vitamina B2, il coenzima Q10 e l'acido alfa-lipoico possano essere utili nel trattamento di prevenzione dell'emicrania, in particolare nel giovane. È interessante ricordare anche come un estratto terpenico del ginko-biloba (il ginkgolide B) sia in grado di interferire con la cascata biochimica alla base dello scatenamento dell'attacco emicranico, agendo come promettente elemento di prevenzione».
Oltre a uno stile di vita sano anche l'esercizio fisico ci aiuta a contrastare l'attacco emicranico. «L'attività aerobica dimostra di essere un utile ausilio nella gestione dell'emicrania e della cefalea di tipo tensivo - sottolinea Barbanti -. Vicerversa, allenamenti particolarmente faticosi possono scatenare attacchi nei soggetti emicranici I quali sono caratterizzati da un deficit delle capacità di produrre e stoccare energia all'interno dei mitocondri del neurone».

Il «portatile» come un rasoio (o un cerchietto)
Per chi è intollerante, per chi ha particolari controindicazioni a farmaci o chi rischia un abuso di analgesici può essere utile la stimolazione elettrica. «Oggi esistono anche neurostimolazioni non invasive, transdermiche, con dispositivi portatili. Uno di questi è il GammaCore, strumento per la stimolazione del nervo vago al collo con l'aspetto di un piccolo rasoio elettrico, il quale ha dimostrato risultati promettenti sia nella prevenzione che nella terapia sintomatica dell'emicrania e della cefalea a grappolo. L'altro stimolatore si chiama Cefaly, ha la forma di un cerchietto per capelli e applicato ogni sera per 20 minuti per un periodo di 4 mesi ha dimostrato di ridurre significativamente la frequenza degli attacchi emicranici».

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