Occhialeria italiana leader nel mondo

L'idea di leadership in un intero settore in un mondo globalizzato fa quasi venire le vertigini. Perché un conto è essere i primi o tra i primi in una nicchia o in un Paese o in una regione o in un continente. Ma essere i primi al mondo è un'altra storia. È la storia di Luxottica (si veda l'intervista alle pagine 6 e 7) e dell'intera filiera dell'occhialeria made in Italy, di cui fanno parte nomi molto noti come Safilo, Derigo, Marcolin, Allison (come spiega anche l'articolo a pagina 8) e centinaia di Pmi.

Nel 2011 la produzione dell'occhialeria italiana è stata di 2,65 miliardi, in crescita dell'8,2% sul 2010: sono i dati Anfao (l'associazione che riunisce le imprese del settore) diffusi ieri, alla vigilia del Mido, la grande fiera specializzata che si apre domenica a Milano e che durerà fino a martedì 13 marzo. A incidere sulla crescita della produzione è stato l'andamento delle esportazioni, che per tutta la prima parte dell'anno sono cresciute a doppia cifra, a fronte di un mercato interno rimasto stabile. A salvare l'occhialeria, in altre parole, è stata la sua storica vocazione all'internazionalizzazione. I numeri del 2011 sono la migliore conferma di ciò che economisti e consulenti aziendali vanno ripetendo continuamente: si salva chi è specializzato ed esporta molto.

IL RECORD DELL'EXPORT
La bilancia commerciale italiana del settore occhialeria ha chiuso il 2011 largamente in attivo (per 1,644 miliardi), un saldo export-import aumentato del 13,6% rispetto al 2010. Per avere un'idea delle dimensioni di questo attivo basti pensare che il settore contribuisce per quasi il 10% all'attivo commerciale del sistema moda, all'interno del quale rappresenta "solo" il 2,5% in termini di produzione. Secondo i dati Anfao, le esportazioni, di montature, occhiali da sole e lenti, che rappresentano ormai circa il 90% della produzione del settore, sono cresciute del 10,9% rispetto al 2010 e hanno superato il livello massimo pre-crisi raggiunto nel 2007 di quasi 6 punti percentuali. Si sono attestate nel 2011 a 2,451 miliardi, e l'andamento è stato caratterizzato da un incremento di entrambi i comparti principali del settore, montature e occhiali da sole, con questi ultimi ancora trainanti. L'export del sole è aumentato del 12,7% rispetto al 2010 attestandosi a 1,634 miliardi, quello delle montature ha segnato una crescita leggermente più contenuta, +8,1%, raggiungendo i 761 milioni.

All'interno del 2011 però, va sottolineato il duplice andamento delle esportazioni: prima un semestre in costante crescita a due cifre (media mensile +15%), poi una crescita inferiore alle due cifre (media mensile +7%), con gli ultimi tre mesi dell'anno a marcia ridotta e addirittura in decremento per le montature. A testimoniare la vivacità del settore sui mercati internazionali anche l'andamento delle importazioni, che sono cresciute del 5,7% rispetto all'anno precedente a quota 807 milioni.
A livello di esportazioni mondiali di occhiali da sole e montature (un mercato da circa 9 miliardi) l'Italia detiene il primato con una quota di mercato che supera il 27 per cento. Considerando gli occhiali da sole, la quota di mercato dell'export italiano in valore sale al 40%, per le montature si attesta invece al 21 per cento. Dietro l'Italia, si confermano Cina e Hong Kong che però, nemmeno nel loro complesso, raggiungono il primato italiano.

A sentire i dati sugli occhiali da sole Aldous Huxley rabbrividirebbe: nell'Arte di vedere lo scrittore inglese notava che «ai giorni nostri, portare occhiali scuri è diventato non solo comune, ma addirittura elegante. (...) Le lenti scure hanno cessato di essere il distintivo dei sofferenti e appaiono ora in armonia con la gioventù, l'eleganza e il sex appeal». Era il 1942 quando l'autore de Il Mondo nuovo (pubblicato dieci anni prima) sottolineava il diffondersi degli occhiali da sole. Sono passati 70 anni e oggi Huxley faticherebbe a descrivere il "mondo nuovo". Nel 2011 infatti dall'Italia si sono esportate oltre 90 milioni di paia di occhiali, di cui 61 milioni di paia di occhiali da sole (circa il 67%) e 29 milioni di montature da vista, pari al 33 per cento. Anche in termini di quantità nel 2011 vi è stato un buon incremento, complessivamente del 7,8% rispetto al 2010 nella pressoché totalità trainato dagli occhiali da sole, che sono cresciuti dell'11,7%, contro lo 0,3% della vista.

LA DISTANZA MISURA LA VOCAZIONE
Ma torniamo all'export: una misura dell'internazionalità di un settore è la distanza percorsa dalle sue esportazioni. Per l'occhialeria la distanza percorsa mediamente per raggiungere i mercati esteri è di 3.800 chilometri, ben ottocento in più del sistema moda, che con i suoi 3mila chilometri percorsi è uno dei settori manifatturieri a più alta vocazione internazionale. Molto più diversificati sono infatti i mercati di sbocco dell'occhialeria italiana rispetto al sistema moda, sebbene Europa e Stati Uniti assorbano insieme oltre il 70% delle esportazioni italiane dell'occhialeria, le imprese italiane del settore sono presenti anche nei mercati più lontani, come l'America Latina e l'Oceania.

In generale la geografia delle esportazioni italiane nel 2011 ha osservato una crescita delle due aree di sbocco storiche, Europa e Usa, ma ha messo a segno risultati più che positivi, e maggiori nelle dimensioni della crescita, anche in Asia e America Latina. Area di riferimento per le esportazioni del settore nel 2011 si conferma l'Europa, con una quota di oltre il 50% del totale delle esportazioni italiane del settore e una crescita del 9,9% rispetto al 2010 (+11,8% per gli occhiali da sole, +6,7% per le montature). La crescita è stata trainata dalla eccellente performance registrata in Germania e dal buon andamento in Francia e Spagna. Negli Stati Uniti (primo mercato di riferimento per il settore con una quota del 21,5%) l'export complessivo del sole-vista ha fatto segnare un +8,2% rispetto al 2010, ma è l'Asia a fornire le migliori prospettive: l'area accoglie ormai quasi il 18% delle esportazioni italiane di occhiali da sole e montature.

L'occhialeria italiana presidia anche i Paesi emergenti per il settore con sempre maggiore interesse: Emirati Arabi Uniti, Brasile, Messico, Russia, Corea del Sud, India, solo per citarne alcuni. È evidente che si tratta di mercati che per l'occhialeria sono ancora in molti casi potenziali, ovvero con una quota ancora poco significativa sul totale delle esportazioni italiane del settore. Si tratta però di aree che potranno diventare importanti nel prossimo futuro, quando i mercati tradizionali non sosterranno più tassi di crescita considerevoli.

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