Lavorare nella moda conviene: in Italia buste paga più ricche del 15% rispetto al mercato

Nomi, indirizzi e contatti delle scuole di moda in Italia

Se avete deciso che la vostra strada professionale è la moda e qualcuno vi consiglia di lasciar perdere quel mondo tutto lustrini e paillettes, non dategli retta. Anzi, argomentate la vostra scelta citando una percentuale: +15%. Il che corrisponde alla maggiore retribuzione nel mondo della moda rispetto alla media nazionale degli stipendi nell'industria italiana.

«Lavorare nella moda conviene - spiega Dikran Eretzian, responsabile del settore Lusso di Hay Group, che dal 2007 monitora gli stipendi del settore, in Italia e in altri 19 Paesi, e li pubblica in un report -: dal nostro primo anno di attività abbiamo registrato che chi è attivo in questo settore è mediamente pagato meglio di altri settori. E questo livello ha sostanzialmente tenuto nonostante la crisi».

L'assioma che produce tale superiorità è questo: i ricchissimi stipendi erogati a figure come il designer director di segmento, vale a dire il responsabile creativo di una singola collezione merceologica, o il direttore della comunicazione, hanno avuto una ricaduta a cascata su tutti gli altri ruoli, ponendosi come una sorta di benchmark sul quale fissare anche le buste paga di modellisti, IT manager, ufficio legale. «I costi del personale per le aziende della moda sono molto alti - continua Eretzian, riferendosi soprattutto ai big del settore - e, se a questi si uniscono anche gli ingenti investimenti nel retail, ecco spiegato perché molte aziende scelgono di vendere a solidi colossi come Lvmh, Ppr e Labelux». Certo, la crisi economica globale è stata un uragano che non ha risparmiato il settore: «Negli ultimi due anni abbiamo registrato una sorta di congelamento, soprattutto nel 2010, un vero annus horribilis per la moda e il lusso - spiega Eretzian -. E, nonostante il rimbalzo nella prima parte del 2011, il 2012 per ora si annuncia piuttosto piatto».

Per fare la scelta giusta la formula è questa: idee chiare e consapevolezza delle richieste del mercato. Chi è convinto che diventerà il nuovo Marc Jacobs o la prossima Frida Giannini farebbe meglio a ridimensionare tali sogni di gloria. Non che sia impossibile diventare direttori creativi di brand da centinaia di migliaia o addirittura miliardi di euro di fatturato, ma oggi le aziende cercano soprattutto altri ruoli. A volte con avidità, come accade per le professionalità tecniche.

Per le scuole e gli istituti d'eccellenza italiani della Piattaforma sistema formazione moda, associazione attiva a Milano dal 2008, è come un mantra: oggi servono modellisti, sarti, première. Secondo le ultime rilevazioni di Hay Group, queste preziose e rare signore guadagnano in media 49.363 euro all'anno e hanno un'età media di 50 anni, mentre un modellista, a 44 anni, guadagna poco meno di 45mila euro l'anno.

«A volte è difficile orientare i giovani interessati a entrare nel mondo della moda verso professioni molto richieste dal mercato ma con scarsa disponibilità di offerta, come nel caso dei sarti», sostiene Roberto Portinari, segretario della Piattaforma di Milano. Tendenza confermata dall'Agenzia per la formazione, l'orientamento e il lavoro della Provincia di Milano, l'area dove si concentra il maggior numero di scuole in Italia: su cento studenti che trovano lavoro, 60 si occupano di modellismo, 20 di prodotto e 10 di fashion design.

Ma chi non si sente adatto a lavorare con aghi, forbici e spilli può trovare una valida alternativa in tutto ciò che è comunicazione, una delle "famiglie" retributive più ricche, perché una delle più importanti: qui si va dalla forbice di 41mila-83mila euro circa per un addetto stampa ai 62mila-129mila del media planner, ruolo chiave che acquista gli spazi pubblicitari sui media, fino ai 162mila-526mila circa del communication&image director, che presidia l'identità di un marchio dall'organizzazione delle sfilate alla scelta dei testimonial, passando per i comunicati stampa e i rapporti con le testate giornalistiche.

La comunicazione, peraltro, passa sempre di più sui canali digitali e così le scuole si stanno attrezzando per calibrare la propria offerta formativa su queste nuove esigenze: il corso più recente è il Master in digital communication for fashion che partirà a giugno al Polimoda di Firenze. «In questo campo stiamo assistendo a una crescita vertiginosa delle retribuzioni - dice ancora Eretzian - tanto che abbiamo deciso che dalla prossima edizione, relativa al 2012, inizieremo a monitorare anche la nuova figura dell'e-commerce manager. Dalle prime informazioni raccolte, ancora in via informale, un ruolo dirigenziale in questo ambito può essere retribuito anche con 90-100mila euro l'anno». Aaa, si cercano candidati adeguati al ruolo e alla retribuzione.

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