La nuova frontiera della bio-scarpa? E' la pelle di razza. Tutta da personalizzare

Prima o poi doveva succedere che a un cliente fosse data la possibilità di scegliere l'animale di cui desidera farsi conciare la pelle per un paio di scarpe. Era così un tempo per i nobili che si recavano a selezionare personalmente il bestiame destinato a diventare pantofole e pochette. I "nobili" di oggi invece hanno Internet, e non devono neanche spostarsi dal castello. Un riccone che fosse disposto a spendere 1.800 dollari per un paio di scarpe personalizzato non ha che da cliccare su Rayfish.com e optare per la fantasia e il colore che preferisce per ordinare le scarpe su misura. E fino a qui niente di pazzesco, la parte inquietante arriva ora: il cliente può creare geneticamente l'animale che gli darà quelle determinate calzature. Si tratta di pelle di razza, un pesce usato da secoli per la concia della sua epidermide particolarmente resistente (gli fa da struttura portante essendo privo di ossatura).

I biologi dei laboratori Reyfish Footwear incrociano geneticamente le specie di razze e trigoni, questi ultimi dai colori più sfavillanti per segnalare il loro veleno, per ottenere disegni naturali differenti, dal maculato al rigato. Le sneaker sono garantite per resistere a condizioni estreme, ma soprattutto sono uniche. Non esisterà mai un paio di scarpe uguale a un altro perché il motivo che si forma sulla pelle di ogni pesce è come la sua impronta digitale. Dunque un animale, un paio di scarpe. Il ceo dell'azienda, Raymond Ong, è discendente di una famiglia tailandese che lavora da generazioni la pelle dei raiformi, gli studi di ingegneria gli hanno permesso di dare una svolta all'antico business e di creare questo progetto che si configura come il primo caso al mondo di scarpe bio-personalizzate. Per il momento la produzione è limitata, ma dalla fine del 2012 il sito web permetterà a chiunque di riceverle in ogni parte del mondo. Naturalmente gli inventori assicurano che si tratta di una produzione etica poiché gli animali sono creati in laboratorio e non c'è nessun impatto sull'ecosistema. Però, anche se si tratta di razze transgeniche, a loro va lo stesso la nostra solidarietà.

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