L'export traina la produzione di occhiali: l'estero cresce del 7% e vale il 90% del mercato

Un frame di un video di Diana Kunst
Un frame di un video di Diana Kunst

Nessun altro settore industriale italiano può vantare una percentuale così significativa di export – il 90% – come l'occhialeria e nessun altro settore possiede la leadership assoluta nell'alto di gamma. Una leadership consolidata negli anni grazie a Luxottica, tra le pochissime aziende italiane che meritino la definizione di multinazionale.

Il Mido, la grande fiera annuale che si terrà da domani a lunedì nel quartiere fieristico di Rho, alle porte di Milano, è un appuntamento internazionale, che attrae espostori e visitatori da tutto il mondo, ma è soprattutto la vetrina di questo settore d'eccellenza del made in Italy. I dati del 2012 parlano chiaro: il valore della produzione dell'occhialeria italiana (lenti, montature da vista e occhiali da sole) ha sfiorato i 2,8 miliardi, con un aumento del 5,3% rispetto al 2011. A trainare la crescita sono state le esportazioni che, seppur a tassi inferiori rispetto agli ultimi anni, si sono mantenute costantemente in trend positivo, con un'accelerazione nell'ultima parte dell'anno. Il numero delle aziende si è leggermente contratto fino alle 880 unità (-2,5% rispetto al 2011), una riduzione concentrata, come prevedibile, tra le Pmi e le imprese artigiane, che, come in ogni altro settore industriale, continuano a essere le più colpite dalla crisi economica italiana e mondiale. Il numero degli occupati però nel 2012 è salito lievemente, grazie alle assunzioni fatte dalle aziende leader. Gli addetti – spiega l'ufficio studi dell'Anfao, l'associazione che riunisce le aziende del settore e che organizza il Mido – sono arrivati a quota 16.200, in crescita dello 0,6% rispetto al 2011, un numero al quale vanno aggiunti i lavoratori a tempo determinato (oltre il migliaio).

IL PRIMATO DELL'EXPORT
Ma torniamo alle esportazioni, che nel 2012 hanno raggiunto il loro massimo storico: 2,631 miliardi, in crescita del 7% rispetto al 2011, pari a 92 milioni di paia di occhiali, di cui 61 milioni di paia di occhiali da sole (circa il 67%) e 31 milioni di montature da vista (il 33%). Alla luce di questi dati, l'Italia detiene il primato di export, con una quota di mercato mondiale di circa il 25%, davanti a Cina e Hong Kong. La bilancia commerciale del settore occhialeria si conferma nel 2012 largamente in attivo (quasi 1,777 miliardi il saldo export-import), in aumento del 7,6% rispetto al 2011. Per quanto riguarda il contributo dell'occhialeria all'attivo commerciale del sistema moda italiano nel suo complesso, si arriva all'11%, a fronte di un 2,5% in termini di produzione, che testimonia una superiore propensione all'export rispetto agli altri comparti del tessile-abbigliamento-moda, comunque fortemente internazionalizzati. Se si scompone l'export, si scopre uno degli aspetti più affascinati degli occhiali: contrariamente a quanto forse si potrebbe pensare sono state le montature a essere trainanti rispetto a quanto successo negli ultimi anni.

IL POTERE DELLE GRIFFE
L'export di occhiali da sole rappresenta di gran lunga la parte più significativa: con i suoi 1,723 miliardi è più del doppio rispetto agli 847 milioni dell'export di montature, ma quest'ultimo è cresciuto a un tasso più che doppio (+11,2% contro il +5% del sole). Nonostante i fortissimi progressi nella correzione chirurgica dei difetti visivi e quelli fatti nel settore delle lenti a contatto, le montature – almeno quelle made in Italy – conservano il loro fascino. Anzi, sembra quasi che lo aumentino. E qui la ragione è legata proprio alla qualità degli occhiali pensati e fatti nel nostro Paese, nella maggior parte dei casi in collaborazione con gli stilisti e i marchi della moda e del lusso, che stipulano accordi di licenza per la produzione e distribuzione con aziende come Luxottica, Safilo, De Rigo, Allison, Marcolin e altre. Partnership che hanno trasformato gli occhiali da strumento correttivo in accessorio moda, che completa il look e – forse ancora più importante – caratterizza la personalità. Non esiste infatti altro accessorio che una persona porti per così tante ore di una giornata sulla parte più esposta agli altri di sé, il viso.

LA MAPPA DEI MERCATI
Quanto ai mercati di destinazione, al primo posto ci sono gli Stati Uniti, da sempre riferimento per il settore, che nel 2012 hanno raggiunto un quota superiore al 22%. L'area più importante per le esportazioni dell'occhialeria nel 2012 è rimasta l'Europa, con una quota di poco inferiore al 50% del totale (che arriva all'80% se consideriamo anche le Americhe) e una crescita tendenziale del 4,9% (+2,9% per gli occhiali da sole, +8,4% per le montature). La quota dell'export destinata alle Americhe ha superato nel 2012 il 29%, con un aumento dell'export del comparto sole-vista del 11,3% rispetto al 2011. In America del Nord si è registrato un +10,7%, in Centro e Sud America l'export di occhiali da sole e montature ha segnato un +13,4% sull'anno precedente, consentendo all'area di arrivare ad assorbire il 6,3% dell'export italiano del settore. Altri mercati, come Cina, Emirati, India e Russia, assorbono ancora poco in percentuale (dal 2,5% allo 0,5%) ma crescono a doppia a doppia cifra, con il record che spetta alla Cina (+61,6%), seguita da Brasile (+28,5%) e India (+23,2%). Enormi, quindi, gli spazi di crescita per i prossimi anni.

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