Cova, simbolo di Milano comprato (e salvato) dal re del lusso francese

(Fotogramma)
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Dopo Bulgari, Fendi, Emilio Pucci, Rossimoda, la Lvmh di Bernard Arnault conquista un altro marchio storico del made in Italy: il leader mondiale del lusso – 28,1 miliardi di euro di ricavi nel 2013 e 3.204 negozi nel mondo - ha acquisito una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale della Pasticceria Confetteria Cova, titolare del marchio Cova e proprietaria della società Cova Montenapoleone che gestisce la prestigiosa pasticceria milanese.

L'operazione, si legge in una nota, «il duplice obiettivo di preservare questa vera e propria istituzione della storia milanese, mantenendo negli attuali spazi la Pasticceria di Via Montenapoleone, e di sostenere con forza il suo sviluppo a livello internazionale, grazie alle sinergie messe a disposizione dal gruppo Lvmh».

La famiglia Faccioli, con Paola e Daniela, continuerà ad essere presente non solo nel capitale della società, ma anche nel management, per garantire la continuità ed il successo che Cova ha saputo conquistare nel corso di quasi 200 anni.

Cova, fondata Milano nel 1817, ha iniziato vent'anni fa lo sviluppo a livello internazionale con l'apertura in franchising, di Caffè Cova a Hong Kong, in Cina e in Giappone. Ora, con il colosso del lusso a reggere il timone, l'accelerazione sarà più forte.

Nelle scorse settimane notizie di stampa avevano dato per imminente l'acquisto della Pasticceria Cova da parte di Patrizio Bertelli: intervenuto al 5° Luxury Summit del Sole 24 Ore, il ceo del gruppo Prada aveva smentito. Ma certo nessuno avrebbe immaginato che la famiglia Faccioli stesse per tirare fuori dalla manica l'asso di Bernard Arnault.

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