L'impegno di Kering contro la violenza sulle donne

«Una nuova partnership che vi sorprenderà con "l'estensione del dominio della lotta". Una espressione che può apparire marziale, guerriera, di Houellebecq, ma si tratta di lottare contro la violenza sulle donne». Con la citazione dello scrittore francese Michel Houellebecq, il presidente di Kering Group, François Henri Pinault, ha presentato oggi l'impegno del colosso del lusso e di Gucci in particolare in Italia (una delle griffe in portafoglio) contro la violenza sulle donne. L'occasione è stata la sigla di una carta da parte del gruppo del lusso e della Fondazione Kering con l'associazione "Donne in Rete contro la Violenza" (Di.Re): l'obiettivo dell'intesa è quello di coinvolgere tutti i dipendenti Kering in Italia nella lotta contro le violenze domestiche.

Capofila del progetto in Italia, già avviato in Francia, sarà Gucci. Il programma poi sarà esteso anche agli altri brand italiani del portafoglio Kering. «Gucci in Italia conta 3000 dipendenti, di cui 1800 circa sono donne» spiega il direttore creativo della maison Frida Giannini e membro del board della Fondazione Kering, aggiungendo: «È giusto che un'azienda come Gucci possa fornire gli strumenti per sensibilizzare e creare consapevolezza intorno al tema»

In particolare, Kering e la Fondazione Kering hanno firmato oggi insieme all'associazione italiana Donne in Rete contro la violenza una Carta allo scopo di coinvolgere tutti i dipendenti di Kering in Italia nella lotta contro le violenze domestiche. I dipendenti individuati come "ambasciatori" all'interno del gruppo saranno formati per essere in grado, in caso si trovassero di fronte a una situazione di violenza domestica all'interno della loro cerchia personale o professionale, di invitare le persone che sono coinvolte a contattare i centri antiviolenza italiani associati a D.i.Re. Grazie al coinvolgimento di altri marchi del gruppo Kering, oltre a Gucci, la Carta sarà condivisa a livello nazionale, da più di 6.000 dipendenti . «Anche il solo insegnare come si possono aiutare le donne, amiche e colleghe in difficoltà è un passo importante nella sconfitta di un tabù», ha commentato Frida Giannini.

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