A Milano nasce Palazzo Kiton, un tempio della sartorialità

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Se nel 1968, quando Ciro Paone realizzò il suo sogno di aprire un laboratorio di alta sartoria maschile ad Arzano, alle porte di Napoli, qualcuno gli avesse detto che dopo 45 anni quel laboratorio sarebbe diventato un'azienda da cento milioni di euro con un marchio, Kiton, conosciuto in tutto il mondo, forse Paone non ci avrebbe creduto. O forse sì, perché la capacità di sognare in grande non gli è mai mancata e non l'ha mai persa: è stato lui a lanciarsi con maggior convinzione, maggiore persino di quella delle nuove generazioni della sua famiglia, nell'operazione Palazzo Ferré.

«Sapendo che lo storico edificio che era stato il quartier generale della Gianfranco Ferré era in vendita, è stato mio zio a spingere perché ne facessimo la sede milanese di Kiton – racconta un emozionato Antonio De Matteis, amministratore delegato dell'azienda e nipote del fondatore –. Ed è stato lui a seguire i lavori, con l'entusiasmo, la forza e lo spirito che da 45 anni lo animano. È tornato a Napoli per Natale, ma scalpitava per riprendere un aereo per Milano». In meno di due mesi la prima fase dei lavori è completata: domani sera Palazzo Kiton ospiterà la presentazione della collezione uomo autunno-inverno 2014-15. «Sarà un evento multimediale: al centro della grande sala al secondo piano ci saranno degli specchi altissimi, che ricordano la cabina dei sarti – dice De Matteis –. Scorreranno le immagini della storia di Kiton, di Napoli, della nostra famiglia, degli artigiani al lavoro, mentre tutt'intorno ci saranno i capi della nuova collezione».

L'investimento per Palazzo Kiton è di 30 milioni, una cifra che comprende l'acquisto e la ristrutturazione rispettosa, «gentile», si potrebbe dire, che Paone e De Matteis hanno voluto, anche nel ricordo di Ferré, lo stilista-architetto il cui spirito aleggia ancora nelle stanze. «Il 2013 è stato un anno molto positivo, siamo cresciuti del 10% e i ricavi hanno superato i cento milioni – dice l'ad –. La donna sta andando benissimo, con un aumento del 20% delle vendite, e lo stesso vale per i monomarca di Milano e Roma, cresciuti rispettivamente del 54% e 30%: molti clienti sono stranieri, certo, ma ci sono anche italiani».

Un altro motivo d'orgoglio per Paone e De Matteis è la scuola per sarti creata dall'azienda nel 2000, che continua a sfornare nuove generazione di artigiani, tutti provenienti dalle zone intorno a Napoli: «Mio zio ha sempre detto che il suo sogno, realizzato, era di ridare dignità al lavoro di sarto – racconta De Matteis –. La scuola è stata il coronamento di questo percorso: svolge una funzione sociale sul territorio e assicura a Kiton di tramandare un know how artigianale accumulato da secoli».
Domani a Palazzo Kiton sarà presentata anche l'esclusiva linea in vicuna, uno dei materiali più preziosi e rari usati nella sartoria maschile: «C'è un grande ritorno, tra gli under 30, del desiderio di sartorialità, di cura dei particolari. La nostra sfida è accontentare clienti di ogni età, offrendo collezioni dove la tradizione convive con la contemporaneità». Un'alchimia che, non a caso, si ritrova negli arredi scelti dalla famiglia Paone e da Ciro in particolare per la nuova sede milanese: accanto a cassettoni napoletani del 700, capolavori dell'arte ebanista campana, che non ha nulla da invidiare a quella francese, ci sono opere di Mimmo Paladino e di altri artisti contemporanei ma anche capolavori del romanticismo inglese, come i quadri di William Parrott. «Radici, tradizione, rispetto per il passato: solo su queste basi si può costruire il futuro», conclude De Matteis. Accanto a lui Ciro Paone annuisce e sorride. E da qualche parte sembra di veder sorridere, finalmente, anche Ferré.

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