Conti 2013 da record per il Gruppo Ermenegildo Zegna


«È vero, il 2013 è stato un anno di crescita, nonostante tutto.Ma non possiamo permetterci il lusso di contemplare i risultati raggiunti: per affrontare il 2014, che sarà un altro esercizio in cui andremo controvento, dobbiamo lavorare a nuovi progetti ed essere pronti a ogni imprevisto, come la crisi tra Russia e Ucraina, di cui non vedo una soluzione a breve». Gildo Zegna commenta così, con il consueto understatement, i risultati approvati ieri dal consiglio di amministrazione del gruppo: il fatturato è arrivato a 1,27 miliardi, in lieve crescita (+0,7%) rispetto al 2012, un trend che ha caratterizzato l'intero settore del lusso, penalizzato dal rallentamento cinese. «Negli anni scorsi la Cina ci aveva viziato con aumenti a due cifre, ma per noi resta il primo mercato e del resto è di oggi (ieri per chi legge, ndr) la notizia che nel 2014 l'economia cinese supererà quella americana, che deteneva il primato dal 1872, e diventerà la prima al mondo: noi continueremo a investire in loco e per intercettare i cinesi quando viaggiano».
Positivi gli indici di redditività: l'utile netto è stato di 116,3 milioni (9,2% del fatturato), in calo rispetto ai 130 del 2012, ma per via degli ingenti investimenti fissi (107 milioni), mentre l'ebitda è salito del 3% circa a 256,8 milioni (20,2% del fatturato). Da sempre orgogliosi della loro indipendenza, i membri della famiglia Zegna (il cugino di Gildo, Paolo, è presidente del gruppo) continuano a escludere la Borsa: «Alla fine del 2013 la posizione finanziaria netta era positiva per 304 milioni, ancora in crescita (+10,4%) rispetto al 2012, mentre il patrimonio netto è salito a 967 milioni. Forti di questi numeri e di una governance interna molto ben strutturata, non abbiamo alcun piano di quotazione», conferma Zegna.
Prosegue invece l'impegno sociale del gruppo: «Nel 2013 la percentuale dell'utile netto destinata a progetti sociali e ambientali supererà il 3% – spiega l'ad –. Oltre al rilancio dell'Oasi Zegna, che quest'anno verrà "toccata" anche dal Giro d'Italia, c'è la Ermenegildo Zegna Founder Scholarship, che ci vedrà impegnati per i prossimi 25 anni a sostenere giovani talenti italiani che vogliano studiare all'estero, per poi tornare in Italia e dare il contributo alla crescita del nostro Paese».
Gli investimenti fissi riguarderanno il retail (il canale assorbe ormai il 78% delle vendite), ma anche la capacità produttiva: «A fine 2013 i negozi monomarca erano 546, 312 dei quali gestiti direttamente, e nel 2014 sono previste altre aperture o ampliamenti, soprattutto all'estero – sottolinea Gildo Zegna –. A New York avreno un temporary store su Madison Avenue ed entro il 2015 è previsto un altro negozio, nel Financial District. Poi ci sono Miami, Düsseldorf, città molto visitata dai russi, e Lisbona, una delle mete preferite dai turisti africani. In Asia avremo tre nuovi global stores: a Pechino e, in Giappone, a Osaka e Tokyo, nel quartiere Ginza. Sul fronte della manifattura, entro l'anno completeremo due nuovi stabilimenti modello, entrambi con asilo nido, assumendo circa 100 persone». L'export del gruppo Zegna ha superato il 90%, ma la produzione resta made in Italy al 100%: «Il nuovo stabilimento di San Pietro Mosezzo, alle porte di Novara, è dedicato agli abiti formali, mentre per la pelletteria e le calzature abbiamo la fabbrica Zefer, a Parma».
Per Zegna una delle sfide dei prossimi anni sarà intercettare i flussi turistici: «Ogni negozio deve avere una sua base di clienti locali, ma gli stranieri sono sempre più importanti, ovunque. L'Australia ad esempio sta diventando una sorta di California per gli asiatici: ci vanno in vacanza ma la scelgono anche per far studiare i figli. Quanto ai prodotti, sta funzionando molto bene la parte su misura, che per la Cina sarà strategica: penso infatti che il calo della pratica del gifting, del fare regali ai potenti, lascerà spazio all'acquisto per sé e, quindi, alla personalizzazione».
Il su misura, nell'uomo, è il top di gamma, ma il gruppo vuole inoltre presidiare il segmento del lusso accessibile, con le collezioni ZZegna, mentre nella donna Agnona, grazie alla direzione creativa di Stefano Pilati, punta a conquistare una clientela più giovane. Gildo Zegna è in partenza per Brasile e Stati Uniti, al suo rientro si concentrerà proprio su Agnona: «Il nuovo ad, Alessandra Carra, mi presenterà il piano strategico, crediamo che il brand abbia grandi potenzialità, ma vogliamo crescere un passo alla volta, come abbiamo sempre fatto».
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