Da terzista a brand del lusso monomarca Lotti a Parigi

FIRENZE - È l'unico produttore-terzista del distretto fiorentino della pelletteria di lusso che non ha più natura familiare, essendo stato acquisito nel settembre scorso dal fondo d'investimento Halder. Ora la Bmb (Bottega manifatturiera borse) di Scandicci diventa anche la prima azienda toscana di pelletteria che, accanto alle produzioni per le griffe, tenta con decisione - e sostanziosi investimenti - la strada dell'affermazione di un marchio proprio di fascia alta. Il brand Gianfranco Lotti, dal nome del fondatore dell'azienda (che mantiene una partecipazione del 20% e affianca la nuova proprietà), non è un debutto assoluto sul mercato (fino all'inizio degli anni Duemila era forte nei duty free shop in Asia, e fino a pochi mesi fa manteneva un negozio a Firenze), anche se nel tempo è stato messo in ombra dalle produzioni per terzi.

Adesso, fedele agli annunci della prim'ora, il fondo tedesco ha deciso di rilanciarlo a livello mondiale, facendo leva su un corposo piano retail. Il primo passo è stato l'inaugurazione di un monomarca Gianfranco Lotti a Parigi, in rue Saint Honoré: 155 metri quadrati su due piani per dare il segnale del ritrovato slancio. A fine settembre-inizio ottobre sarà la volta di Firenze, nello stesso fondo di via Tornabuoni dove Lotti aveva aperto più di 20 anni fa, mentre per aprile 2015 è previsto lo sbarco in via Monte Napoleone a Milano. «Saranno tre location in Europa in posti spettacolari - spiega l'ad Franco Lucà - che ben interpretano il concetto stesso di lusso che noi vogliamo esprimere».

Parigi, Firenze e Milano serviranno a porre le basi della rinascita, anche se la maggior parte della crescita dovrebbe arrivare poi dall'Asia: «L'acquisizione dell'azienda da parte del fondo d'investimento si basa sullo studio del mercato in Asia - aggiunge Lucà - che evidenzia una forte richiesta di marchi di lusso made in Italy». Bmb, con la sua storia lunga 46 anni e la qualità artigianale riconosciuta, rispondeva perfettamente all'identikit. Per questo l'ad si è messo subito alla ricerca di un partner-distributore in Asia - impegnato ad aprire 30 negozi in Cina (compresi Hong Kong e Macao) di cui il primo a fine novembre e tre-quattro nel 2015 - e di un altro in Corea, che aprirà due negozi e farà ingresso nei duty free.

L'investimento previsto nei prossimi cinque anni a supporto dello sviluppo è di 50 milioni di euro, con la prospettiva di centrare almeno il raddoppio del fatturato: Bmb ha chiuso il 2013 con 35 milioni di euro di ricavi e punta a raggiungere quota 80 milioni entro il 2018, per metà provenienti dal marchio proprio e per l'altra metà dalle produzioni per terzi. Anche i margini - oggi il mol è al 12-15% - sono destinati ad aumentare dopo i primi anni, promette l'ad. Sul fronte produttivo lo sviluppo comporterà l'incremento di 30-35 posti di lavoro nel prossimo lustro (soprattutto retail manager e logistica), che si aggiungeranno ai cento attuali. Per far fronte all'aumento di capacità produttiva l'azienda ha acquisito un nuovo capannone di 2mila mq che sarà pronto tra un anno.

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