Vodivý racchiude natura e cultura dell’Umbria nelle sue eco-borse

Che un piatto racchiuda l'essenza di un territorio Ŕ ormai tanto risaputo da essere quasi banale. Che lo possa fare anche una collezione di borse, decisamente meno. Eppure, in Umbria, Ŕ appena nato un brand che Ŕ riuscito a tradurre in accessori arte e natura, storia e cultura produttiva della regione. Dietro Vodivý, questo il nome della start-up lanciata lo scorso marzo, c'Ŕ Luciano Lauteri, imprenditore di Spoleto e fondatore nel 2007 dell'associazione “Slow Tourism”, che raccoglie strutture e operatori di viaggio promotori di un turismo sostenibile: “Eravamo in cerca di souvenir diversi dal solito – racconta da Spoleto - , oggetti che fossero anch'essi prodotti in modo eco-sostenibile e che raccontassero il loro territorio d'origine. E cosý abbiamo pensato a Vodivý, acronimo di “voglia di viaggiare”.

Finora Vodivý ha lanciato due collezioni di borse, “Paesaggi”, ispirata alla basse valle umbra, fra Assisi e Spoleto, e “Petra”, che racchiude la bellezza della vicina Valnerina. Il design Ŕ curato da Beatrice Mezzetti, 29 anni, mentre ad andare a caccia di artigiani e materiali adatti al concept Ŕ Pamela Lauteri, 33 anni, figlia di Luciano. Le borse sono in fibra di canapa, che fino al secondo dopoguerra veniva coltivata estesamente nella zona di Foligno, o in pelle conciata al vegetale, tinti con mallo di noce e guado, il pigmento blu estratto fin dal Medioevo da un'erba che cresce fra Marche e Umbria; i dettagli sono di pietra rosa del monte Subasio, che dÓ vita da secoli alle chiese e ai palazzi della zona, oppure in argento proveniente dal distretto di Arezzo: “Tutti gli artigiani che lavorano per noi si trovano fra Umbria e Toscana – continua Lauteri – vogliamo una filiera pi¨ corta possibile. Ora ci stiamo espandendo anche alle Marche, regione alla quale abbiamo dedicato la prossima collezione “Intrecci Rinascimentali”, composta da tre borse, che si ispira al Montefeltro. In quella zona, a Carpegna, abbiamo trovato un artigiano che usa la stampa a ruggine, a base di aceto, farina e ferri arrugginiti, e stampi che appartengono alla sua famiglia da 200 anni. I dettagli in ceramica li farÓ invece un artigiano di Castel Durante che usa una tecnica rinascimentale”.

Ad accompagnare ogni creazione Vodivý Ŕ un'etichetta che racconta tutta la filiera, ma anche una proposta di pacchetto turistico per visitare la zona che lo ha ispirato, realizzata con Slow Tourism. Per ora le borse sono acquistabili solo nell'e-store dell'azienda, ma si stanno giÓ siglando accordi per la distribuzione retail: “Abbiamo lanciato l'e-commerce per avere una vetrina immediata. Siamo stati poi al Mipel e al White, dove la nostra formula, che abbiamo peraltro brevettato, ha riscosso molto interesse – prosegue – A febbraio saremo anche al Pure di Londra. Abbiamo appena firmato un accordo per la distribuzione sul mercato americano e su quello francese, e siamo in trattative per il Giappone e la Gran Bretagna”. Nel prossimo futuro, poi, Ŕ in programma una collezione di foulard, tinti sempre con pigmenti naturali, e prodotti con seta “non violenta”, cioŔ che non uccide il baco. Ma soprattutto, un'estensione “oltre confine” per raccontare storie e paesaggi di altre Regioni, come la Calabria, il Veneto e la Lombardia.

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