Il casual nipponico Uniqlo è pronto a sbarcare a Milano

Il casual nipponico Uniqlo è pronto a sbarcare a Milano
Il casual nipponico Uniqlo è pronto a sbarcare a Milano

Conquista la Ginza e sogna Milano. Tadashi Yanai, 63 anni, patron del gruppo Fast Retailing, apre al pubblico oggi alle 10 il flaship store globale della catena di abbigliamento casual Uniqlo nell'(ormai non solo) quartiere del lusso di Ginza a Tokyo: un'operazione-chiave di una strategia che intende fare di Uniqlo il maggior retailer al mondo entro il 2020.

«Oggi realizzo un sogno», ha detto Yanai, che è diventato l'uomo più ricco del Giappone partendo da un piccolo negozio inaugurato nel 1984 a Hiroshima per poi diventare il primo operatore di abbigliamento in Asia. Alla domanda su quando sbarcherà in Italia, risponde: «Milano è il mio sogno. Non vedo l'ora ("I can't wait"). C'è un alto potenziale e se fosse disponibile una "primary location" nella sua città...».

L'apertura sulla Ginza del maggior punto vendita del gruppo (quasi 5mila metri quadrati su 12 piani, a un passo dal simbolo del quartiere, l'edificio Wako) rende ancora più logico che il patron di Uniqlo voglia sbarcare – dopo le inaugurazioni recenti di flagship store a New York, Londra e Parigi – nell'ultima capitale della moda che manca al suo impero. L'unico ostacolo, suggerisce Yanai, è rappresentato dal fatto che non è facile trovare il luogo giusto (e chiudere il contratto) per esportare il brand nipponico in una delle vie più prestigiose dello shopping milanese. I 200-300 negozi l'anno che Yanai intende aprire, però, saranno per lo più in Asia, perché, dice, «i consumi mondiali diventeranno Asiacentrici».

Ma non si tratta solo di volumi: per conseguire i suoi obiettivi, Yanai deve rafforzare la percezione globale del brand e rilanciarne l'immagine – di recente un po' appannata – in Giappone (che conta ancora per il 70% delle vendite, con oltre 850 negozi contro i 230 circa all'estero). Con il passaggio da un piccolo punto vendita a un intero palazzo sulla Ginza, Yanai si propone sia di impressionare i turisti stranieri sia di intercettare l'evoluzione nei comportamenti dei consumatori: un numero crescente di donne fa solo "window shopping" nei negozi di lusso e tende a comprare dove c'è un rapporto conveniente prezzo-qualità. L'"upgrading" del marchio è affidato anche all'introduzione di nuove linee, come quella ideata in casa per il tennista Kei Nishikori o quella frutto della collaborazione con il designer Jun Takahashi (creatore del brand Undercover). La spinta che Yanai intende dare all'internazionalizzazione contempla anche l'introduzione dell'inglese come lingua-madre del gruppo e il passaggio dal concetto «produrre in Cina per il Giappone» a «produrre in Asia per l'Asia» favorito da un nuovo e costoso sistema informatico.

Ieri, intanto, le azioni di Fast Retailing hanno segnato il massimo storico alla Borsa di Tokyo, anche se di recente il gruppo ha leggermente abbassato le stime sui profitti dell'esercizio annuale in corso a 130,5 miliardi di yen (oltre 1,2 miliardi di euro), in aumento del 12,1%.

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