Sul web il click è maschio: negli e-store uomini insidiano il primato femminile

Davanti a un paio di sopracciglia depilate appartenenti a un essere umano di genere maschile c'è ancora chi ostenta stupore lamentando la femminilizzazione dell'uomo, la scomparsa della virilità, un futuro popolato da una sorta di Ogm come il "mammo" o il "casalingo". Ma chi la pensa così come dovrebbe giudicare il fatto che il mercato globale dell'abbigliamento di lusso maschile sta crescendo di circa il 14% l'anno, arrivando a doppiare la percentuale di quello femminile, secondo dati di Bain & Co.? Un boom innegabile, e con una boutade si potrebbe dire che il mercato del lusso sta diventando scenario d'avanguardia per la parità dei sessi.

E non solo gli uomini spendono di più per il proprio stile, ma lo fanno sempre più spesso usando il web: secondo la National Retail Federation degli Stati Uniti, nel 2011 in media gli uomini hanno speso il 50% in più delle donne offline e il 100% in più online. E a conferma di questa evoluzione, sempre negli Stati Uniti, è stato appena diffuso un dettagliato report realizzato da iProspect, compagnia di digital marketing, in collaborazione con comScore, azienda di analisi del mondo digital business: "The Affluent Male: What His Online Behaviour Can Teach Luxury Brand Marketers" ha analizzato gli acquisti online di circa 19 milioni di uomini statunitensi over 18 e il cui reddito supera i 100mila dollari annui, scoprendo che ben l'80% di loro fa acquisti sul web, con la voce mobile in forte espansione, che tutto ciò che è moda è al secondo posto delle loro preferenze dopo i viaggi e precede addirittura le auto. E se il 40% di loro fa shopping online almeno due volte alla settimana e spende più di 30mila dollari l'anno, il 13% ne spende anche di più. Insomma per questi ricchi signori l'e-commerce è la normalità più che un'eccezione.

IPERCONNESSI E ATTRATTI DAI VIDEO
La passione maschile per l'elettronica è nota, ma non conduce più soltanto a comprare tv per vedere la partita in hd, ma anche un orologio prezioso o una giacca di finissimo cashmere: per farlo, il 91% degli intervistati dal report usa il pc, il 77% smartphone (quota che cresce di mese in mese) e il 50% i tablet, anche questa una quota in forte ascesa. E soprattutto non snobbano la pubblicità online, visto che sette su dieci la cliccano, soprattutto se in forma di link sponsorizzati e video interattivi. Questi signori passano anche molto tempo sui social media e, secondo comScore, proprio gli uomini e gli over 55 sono i due segmenti a crescita più veloce nel settore. Ma non esiste solo Facebook, comunque il più frequentato (quasi il 20% degli uomini lo visita una volta al giorno), ma anche siti dedicati allo stile maschile come i nuovi GentleMint, Fancy, WhereIsTheCool, ispirati a Pinterest e sui quali i brand stanno investendo per associarsi a qualcosa di pioneristico.

L'ABBIGLIAMENTO PIÙ CLICCATO DELLE AUTO
Fra i prodotti di lusso più cercati e acquistati online il primato va ai viaggi, seguito dal grande segmento dello stile, inteso come abbigliamento, accessori, orologi e gioielli, profumi. E il mondo online promuove se stesso se è vero che a una ricerca online segue un acquisto sul web nel 49% dei casi, mentre il negozio «brick-and-mortar» ispira il 34% delle compere su internet e i magazine contano per il 30%, appena un punto in meno della tv.

UN BRAND DEV'ESSERE ANCHE DIVERTENTE
Il prezzo? È l'ultimo dei problemi. Per essere attraenti i marchi devono esprimere qualità, stile, ma essere anche «divertenti», ludici, piacevoli da indossare. E se il 21% degli intervistati ha dichiarato di preferire dei marchi di lusso legati al mondo automotive, la moda è nel cuore del 39% degli intervistati, che nella top 15 dei marchi più amati mettono in cima Rolex, seguito da Louis Vuitton, tre brand di auto (Bmw, Lexus, Mercedes-Benz) e poi Gucci, Tiffany, Ralph Lauren, Armani e Prada.

IL MANTRA: SEMPLICITÀ E IMMEDIATEZZA
Se nel 1987 era la faccia tosta «Il segreto del mio successo», titolo di un film in cui Micheal J. Fox scalava un'azienda per diventarne il Ceo, oggi per occupare il cuore dei top spender maschili i brand devono possedere tre "e": cioè essere «easy, efficient, entertaining». Il report di iProspect, infatti, indica anche delle preziose «dritte» per i brand che vogliono ottimizzare la loro presenza online, che dev'essere costruita come un ecosistema organico più che come un assemblaggio di parti indipendenti fra loro. Quindi, spazio agli investimenti sul settore mobile, anche con lo sviluppo di app che devono essere capaci di offrire servizi, rendere l'e-commerce più semplice e immediato. Pochi fronzoli, molta usability, come si dice in gergo. E anche gli uomini più ostici capitoleranno, come di fronte a una bella donna.

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