A caccia di made in Italy sul web: un click su cinque viene dal mobile

Uno scatto di Michael Schnabel per i Sony World Photography Awards 2013
Uno scatto di Michael Schnabel per i Sony World Photography Awards 2013

È la moda made in Italy l'argomento più ricercato online nel mondo da dispositivo mobile tra tutti quelli che riguardano lo stile di vita del nostro Paese: nel 2012 la digitazione di queste tre parole è cresciuta dell'83% rispetto all'anno precedente. Con una forte accelerazione rispetto al periodo 2007-2011 quando era aumentata del 110%. Non solo: in Francia e Giappone il fashion italiano non soltanto è la categoria più ricercata, ma anche quella che registra i più alti tassi di crescita nell'ultimo anno, con un record del +56% nel Sol Levante.

I dati sono contenuti in un'analisi elaborata da Google da cui si evince che, se si guarda al web, il made in Italy gode di ottima salute, in particolare tra i milioni di consumatori digitali: la moda, il turismo, l'alimentare, l'auto e l'arredamento sono settori dove c'è un enorme potenziale proprio grazie allo sviluppo di asset digitali. E nel primo semestre 2012, nel totale dei settori, le ricerche sono state 77 milioni, con un aumento del 13% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Una su cinque è stata fatta da dispositivi mobili, mentre era appena l'1% nel 2007.

IL MONITORAGGIO DEI 10 PAESI
Nei dieci Paesi in cui ha indagato Google trends, selezionando alcune parole chiave esemplificative del made in Italy (nomi di brand e parole generiche), sono stati misurati i volumi di ricerche nei diversi anni e le piattaforme di accesso utilizzate (computer e dispositivi mobili). Dunque per Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Germania, Giappone, Emirati Arabi, Brasile, Russia, India e Cina (nella ricerca distinti fra economie sviluppate ed economie in forte crescita) sono stati misurati la penetrazione e l'interesse per il "fatto in Italia". Nel 2012 in Germania si contavano 63 milioni di utenti unici tra utilizzatori di computer, smartphone e tablet, contro i 44 milioni della Francia; in Russia si arrivava a 69 milioni contro i 252 degli Stati Uniti, i 98 del Brasile e addirittura i 428 milioni della Cina.
In assoluto sono i Paesi Bric che registrano una crescita a doppia cifra in termini di utenti unici, anche se il maggior numero di ricerche riguarda Stati Uniti ed Europa: Francia e Stati Uniti sono in testa, rispettivamente con +16 e +10% nel primo semestre 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011. Invece i Paesi che crescono di più sono Giappone (+44%), India (+36%) e Russia (+29%), mentre la Cina registra un calo nelle ricerche riguardanti l'auto e il Brasile ha volumi di ricerche di poco inferiori a quelli della Francia (+19%).

L'ITALIA PROTAGONISTA
«L'Italia può ambire a giocare un ruolo da protagonista in vari settori dell'economia quali la moda, l'arredamento, il turismo e altri ancora - dichiara Paola Scarpa, brand sector leader di Google in Italia e autore della ricerca. – Internet può essere il mezzo per intercettare e valorizzare questo potenziale, contribuendo a rilanciare un nuovo modello economico per l'intero sistema-Paese, basato sul rafforzamento su scala globale di queste eccellenze nazionali».
Secondo Scarpa, gli oltre due miliardi di utenti internet a livello globale rappresentano un mondo dalle potenzialità ancora largamente inesplorate in termini di business. «Essere cercati sul web offre alle aziende italiane un'opportunità di visibilità e di crescita significativa – aggiunge – ma la condizione necessaria perché tale potenzialità si trasformi effettivamente in chance è un'attiva presenza sul web, sviluppando una presenza digitale non solo per i computer, ma anche per smartphone e tablet».
Il trend delle ricerche effettuate sul motore di ricerca Google, relativamente a parole chiave esemplificative del made in Italy, risulta di ben tre volte maggiore rispetto alla crescita delle esportazioni del Paese: +13% di ricerche sui vocaboli analizzati contro il +4% delle vendite made in Italy all'estero nel primo semestre 2012. Questo dimostra una forte correlazione tra i dati macroeconomici dell'export e un significativo potenziale per un'ulteriore crescita.

IL FASHION SULLA RETE
Che il digitale rappresenti un asset fondamentale per la globalizzazione dei nostri marchi lo sostiene anche Roberto Giovannini, partner di Kpmg. «Nel fashion il canale web è il canale del futuro tanto per i big brand del lusso quanto per quelli di medie dimensioni – spiega Giovannini -: se un tempo veniva utilizzato come outlet per collocare eventuali rimanenze, oggi la logica è profondamente cambiata».
Per le aziende più grandi il web può consentire di soddisfare tra i consumatori più sofisticati quel desiderio di conoscere con un click tutta la gamma che non è mai disponibile neppure nella boutique più prestigiosa della casa e di raggiungere mercati lontani, proponendo medesime condizioni di prezzo e consegna.
«Soprattutto alle aziende di piccole e medie dimensioni - aggiunge Giovannini - consente di essere presenti in mercati emergenti senza dover fare grossi investimenti per l'apertura di punti vendita. Ma dietro una scelta web che funzioni c'è bisogno di una piattaforma specifica ma soprattutto la definizione di un modello logistico e finanziario che la supporti».

LA CLASSIFICA DEI BRAND
Ma quali sono i brand del fashion meglio posizionati sui motori di ricerca in Italia? «Su un campione di nove aziende - spiega Alessandro Reggiani, ad di Primi sui Motori, società leader in Italia nel servizio di posizionamento sui motori di ricerca (Search Engine Optimization) - operanti nel settore fashion che dispongono di uno store/boutique online per l'attività di e-commerce, le meglio posizionate sono nell'ordine Dolce & Gabbana (rating A), Gucci e Armani (ambedue con rating B); seguono Moschino, Versace e Valentino (con rating C); Borbonese, Roberto Cavalli e Prada (con rating D)».

Il ranking a ciascun marchio, nella ricerca di Primi sui Motori, è stato attribuito considerando alcune parole chiave inerenti al settore di riferimento e più ricercate sul Web e/o più utilizzate nei portali di e-commerce, tralasciando i singoli brand. Poi sono state valutati alcuni elementi tipici di funzionalità sul web come l'utilizzo di strumenti più adatti a ottimizzare i propri siti internet come il titolo, la descrizione pagine, le meta word differenti per ogni pagina, gli analytics e la velocità di apertura della pagine del sito, l'accesso da mobile). Risultati che dimostrano come ci siano ancora potenzialità da sfruttare al meglio.

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