Giada sbarca in Montenapo Stile italiano, capitali cinesi

Il caso Giada insegna – o almeno suggerisce – una cosa: le aziende italiane di piccole dimensioni e i relativi marchi, a volte poco conosciuti persino in Italia e di fatto sconosciuti all'estero, per sopravvivere non devono per forza vendere a un grande gruppo o a un fondo di private equity, spesso perdendo ogni potere contrattuale, sia dal punto di vista economico sia da quello stilistico. Giada è un marchio di abbigliamento fondato nel 2001 a Milano da Rosanna Daolio, stilista cresciuta professionalmente in Max Mara, dove aveva lavorato dal 1973 al 1986. Nel 2005 Giada ha stretto una partnership con la cinese RedStone Haute Couture, specializzato nella distribuzione in Asia di marchi del lusso europei: «Ci sono incontri – dice Daolio – che possono cambiarti la vita e il mio con Yizhen Zhao, presidente di RedStone, è uno di questi».

Zhao è stato il partner finanziario che tutti sognano: supporto economico, manageriale, logistico, senza però alcuna interferenza sulla parte creativa. «Abbiamo aperto il primo negozio in Cina nel 2006, in sei anni siamo arrivati a 50», spiega Daolio. A quel punto è arrivato il momento del ritorno in Italia, ma in grande stile: oggi apre il primo punto flagshipstore Giada in Europa e occupa due piani (più uno dedicato allo showroom) di un edificio ottocentesco di via Monte Napoleone. «Entro il 2016 occuperemo l'intero palazzo, dobbiamo solo aspettare che i contratti in essere con altri marchi scadano. Poi sarà la volta di Londra, Parigi, New York, Hong Kong e Tokyo», spiega Zhao. L'imprenditore cinese ha dato carta bianca anche all'architetto Claudio Silvestrin, che ha firmato tutti i negozi nell'era super minimal di Armani. Un lusso discreto e senza tempo, che si ispira a Prada ma anche a Hermès. Simile anche il posizionamento prezzi, con cappotti che partono da 1.200 euro per arrivare a 6mila. I tessuti, tutti made in Italy, sono quelli di produttori come Loro Piana e Lanificio Colombo che, appunto, riforniscono anche Hermès.

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