Matteo Renzi alle sfilate: «La moda è una priorità»

Matteo Renzi, nel suo tour in giro per l'Italia (già in piena campagna elettorale per le primarie del centrosinistra), fa tappa a Milano in occasione delle sfilate di moda. Ed è, come lui stesso tiene a sottolineare, «l'unico politico ad essere presente».

Ieri ha assistito all'evento di Ermanno Scervino (il suo stilista preferito, dicono le indiscrezioni), poi è andato a salutare Giorgio Armani. Considera quella milanese «una tappa simbolica» del suo viaggio. «Di solito il settore viene guardato dal mondo politico come una nicchia riservata agli stravaganti, ma ci dimentichiamo che è un motore economico importante, che va aiutato e valorizzato, perché da qui passa l'occupazione, soprattutto quella femminile, un export consistente e anche la nostra autorevolezza e il nostro prestigio all'estero».

Il termine di paragone lo offre Renzi stesso: «Pensiamo ai francesi. Per loro la moda è un evento importante, i politici devono recarsi alle sfilate, guai a mancare. Ma in Italia non è ancora così, purtroppo».

Il sindaco di Firenze snocciola le cifre esatte del comparto. Le conosce a memoria, un po' perché, ribadisce, è un appassionato; un po' perché, in Toscana, è dovuto entrare in contatto con realtà storiche come i distretti della concia o del tessile, o con grandi marchi che ancora risiedono proprio nel fiorentino. «I ricavi sono pari a 60 miliardi, gli addetti sono 654mila persone, l'export arriva a 4 miliardi all'anno». Questo vuol dire che «la politica deve interessarsi alle aziende e alle Pmi del settore, al sostegno della formazione e dell'internazionalizzazione, alle facilitazioni nell'accesso al credito».

Nel programma di Renzi ci sono molti punti legati proprio alla moda. Ecco una panoramica rapida. Aiutare le imprese prima di tutto con la semplificazione (compreso il taglio degli enti inutili per snellire le procedure), poi sostenendo l'accesso ai fondi europei. Valorizzare l'internazionalizzazione, partendo in primis dalla riforma della legge Bossi-Fini sull'immigrazione, che di fatto crea problemi ai giovani che vogliono venire a studiare in Italia e apportare nuove energie alla moda. Inoltre salvaguardare l'occupazione in un settore che è prevalentemente femminile, come ricorda il sindaco di Firenze, e che quindi «deve essere guardato con particolare attenzione visto che almeno qui ci si avvicina alle percentuali di occupazione femminile che caratterizzano gli altri paesi europei».

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