Its premia il talento del coreano Han Chul Lee

I gentleman-ganster del sud coreano Han Chul Lee, tutti eleganze sopraffine e bestialità nascoste, hanno ricevuto il premio Its Collection of the Year. L'ambito Diesel Award è andato alla cinese Xiao Li, che ha unito in leggerezza ricerca sulla forma e sperimentazione sulla materia. Premio speciale e premio Modateca alle complicazioni emozionali-tattili di Tomohiro Sato e menzione speciale, inventata all'ultimo minuto, agli ibridi sartoriali di Felix Chabluk Smith, pur di non escluderlo dal novero dei premiati.

Ecco i risultati dell'edizione 2013 dell'International Talent Support (Its), che si è svolta a Trieste il 12 e 13 luglio scorsi, preceduta da un'accesa polemica (si veda Moda 24 del 24 maggio e Il Sole 24 Ore del 29 maggio 2013) relativa all'esclusione dalla rosa dei finalisti di concorrenti italiani. L'edizione del premio di quest'anno si può a buon diritto considerare la migliore nella storia del concorso per la qualità, varietà e maturità dei progetti (notevole l'area accessori, con ricerche al limite tra il concettuale e il post-design).

Un successo strettamente legato alla passione incondizionata, unita a testardaggine coriacea e non poca incoscienza - rispetto al buon senso comune, sia chiaro - che spiccano nella persona di Barbara Franchin, insieme al fermo desiderio di lavorare sodo, in gruppo, evitanto il più possibile la ribalta del protagonismo individualistico.

È dal 2002 che Barbara, con il sostegno generoso e costante di Renzo Rosso - spirito affine per passione, testardaggine, incoscienza - e di un'altra manciata di sponsor visionari che si sono alternati negli anni, organizza a Trieste, città di frontiera, anomala e misteriosa quanto stimolante, Its - International Talent Support, concorso dedicato alla promozione dei giovani talenti della moda (abiti, accessori, gioielleria le aree) pescati in giro per il mondo nelle migliori scuole. Undici anni, dodici edizioni, e non poche difficoltà, tra le quali l'iniziale indifferenza, che in alcuni casi diventò aperta ostilità, delle istituzioni locali.

Oggi la situazione cittadina è cambiata, mentre gli sforzi profusi danno finalmente i meritati frutti tanto da guadagnare la svolta all'interno del fashion system: la presenza tra il pubblico, per la prima volta, di Mario Boselli è un segnale da non trascurare. «È stata dura, ma rifarei ogni cosa allo stesso modo» dice Franchin, con gli occhi lucidi, alla fine dello show.
Impossibile darle torto: negli anni Its è diventato un punto fermo e una piattaforma di lancio per giovani designer di ogni nazionalità - anche italiani, perchè nella storia del concorso il Bel Paese è rappresentato - che hanno avuto modo di veder realizzati i propri sogni, anche solo per un giorno; i migliori, lavorano oggi presso grandi maison, hanno aperto studi di consulenza o si sono messi in proprio. Perchè se c'è un carattere che distingue ITS da altri concorsi simili è la capacità di coniugare la creatività sperticata con un certo pragmatismo, come ben riassunto dalla coppia Franchin-Rosso.

Un concorso del genere, certo, non sarebbe nulla senza la qualità dei finalisti, frutto di durissime selezioni, e quest'anno la giuria, composta tra gli altri dal curatore Harold Koda, da Imran Amed di The Business of Fashion, da Deanna Ferretti, leggenda vivente dell'industria, dalla head hunter Floriane de Sainte Pierre e da Nicola Formichetti, nuovo direttore artistico Diesel, ha avuto non poche difficoltà nello scegliere.

A latere, e in sordina, anche Barbara Franchin è stata premiata: da Ornella Urpis della Commissione Pari Opportunità, che la ha insignita del Premio di Vetro 2013 per l'impegno profuso in questi anni e per la decisione folle solo in aparenza di mantenere un concorso del genere a Trieste. La motivazione riassume bene in senso un impegno indefesso al servizio dell'innovazione: «Per rappresentare un modello di donna per tante giovani donne». Its, dunque, è maturo. Non abbandona a Trieste, però, perchè l'indipendenza è forza e l'originalità del punto di vista fa la sostanziale differenza.

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