Il Manifesto della moda per rilanciare Milano capitale del made in Italy

Milano e la moda italiana devono avere un ruolo di leadership nel contesto della fashion industry internazionale: il sistema manifatturiero italiano è il primo al mondo per qualità e per valore delle esportazioni, ma per cogliere le nuove sfide globali e fronteggiare la concorrenza delle multinazionali del lusso e delle altre capitali dello stile come Parigi, New York e Londra servono scelte strategiche,il sostegno degli enti territoriali e una politica industriale per il settore.
Ecco le proposte contenute nel Manifesto della moda del Sole 24 Ore:

Investire sul territorio. Bisogna tornare a investire su Milano e sul territorio, valorizzandone le eccellenze. A partire dalla Scala. Cultura ed entertainment possono essere le chiavi per ridare slancio anche all'attrazione di talenti: è difficile convincere i giovani stilisti esteri a lavorare in Italia anche per i grandi marchi.

Più risorse alla creatività. Gli investimenti in creatività (nel settore gli asset intangibili hanno un peso rilevante) e R&Ssono molto onerosi nel sistema moda: i tempi rapidissimi dettati dalle catene fast fashion hanno obbligato tutte le aziende a sfornare collezioni a ciclo continuo. Sgravi fiscali ad hoc sarebbero utilissimi per liberarerisorsein tutti gli anelli della filiera, visto che l'elevata propensioneallosviluppoinnovativo coinvolge anche il tessile e la concia.

Puntare sulla formazione. Lo studio e la formazione delle future leve del settore, in tutti i profilisiamanagerialisiacreativi, vanno supportati attraverso un maggiore coordinamento delle scuole e delle università dellamoda,comefattorestrategico per la costruzione di una nuovacultura d'impresa.

Incentivi fiscali. Le economie di tutto il mondo avanzato e in via di sviluppo garantiscono incentivi fiscali per attrarre capitali, mentre l'Italia non offrealcuna leva fiscale peraiutare le imprese a restare sul territorionazionale. Il 90% del settore è dominato da aziende di medie, piccole e piccolissime dimensioni, alle prese con l'impossibilità di resistere in un mercato fortemente competitivo.
Ed è fondamentale anche il supporto strategico e operativo per creare alleanze fra imprese "contigue", soprattutto nei distretti, o addirittura vere e proprie reti d'imprese.

Spinta all'internazionalizzazione. La parola d'ordine è sbarcare sui mercati internazionali: anche le aziende più piccole devono partecipare alle fiere in giro per ilmondoe in questo il nuovo Ice può finanziare missioni mirate aperte ad aziende "debuttanti" a caccia di nuovi clienti.

Solidarietà di sistema. Le imprese leader devono farsi carico della responsabilità di mantenere vivo e dinamico il sistema della fornitura anche attraverso forme di garanzia nei confronti del sistema creditizio. Un corretto flussofinanziario può garantire il rilancio dell'intera filiera, inclusa la tutela delle eccellenze artigianali made in Italy. Una filiera più forte può rappresentare un'enorme occasione anche per gli istituti bancari.

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